La Mix Reality è il nuovo che avanza nel 3D con SUMERIAN on cloud di AMAZON

Gli avatar o HOST, rappresentano i personaggi digitali delle nostre istallazioni.

Era solo questione di tempo, e dopo la vana ricerca di soluzioni di supporto al 3D di mio interesse personale e professionale, cosi per caso è spuntato dal nulla l’offerta di AMAZON che tutti noi neofiti del 3D forse aspettavamo.

Ero assorto a cercare qualcosa che c’entra poco con il 3D diretto, ma piuttosto con le piattaforme di volo UAV, e aggirandomi su Tech Crunch, una delle 3 testate web più autorevoli in fatto di tecnologie avanzate, ho improvvisamente scoperto la piattaforma SUMERIAN di Amazon che sembra aprire nuovi e inaspettati orizzonti. Il post di lancio è del 15 Maggio, ma la presentazione ufficiale del progetto è datata novembre 2017. Sono dell’epoca infatti tutti i comunicati di altre aziende blasonate che costituiscono il puzzle di soluzioni che Amazon AWS ha messo insieme, tra cui un’azienda del nostro settore di riferimento come MapBox, che mette in campo il suo workflow targato Smart Geography.

Ma proviamo ad andare nel vivo delle questioni, analizzando brevemente le componenti, le potenzialità e le opportunità che la piattaforma mette a disposizione.

Gli Asset 3D (template) sono il punto da cui partire per ambientare le nostre presentazioni.

SUMERIAN cosa
Il problema complessivamente è proprio capire cosa è Sumerian, ovvero quali sono gli oggetti che gestisce, le funzioni, e le tecnologie correlate.

Questa nota non nasce con l’intenzione di approfondire il tema più di tanto, ma è semplicemente un primo passo per comprendere le potenzialità dell’offerta, le tecnologie specifiche e quelle correlate, che faranno di SUMERIAN un vero e proprio sistema per costruire scenari virtuali, ma anche un mondo fatto di avatar intelligenti a cui assegneremo i compiti di supporto alle vendite, all’assistenza e all’intrattenimento dei nuovi cittadini digitali che sempre più saranno condotti per mano nel mondo della complessità tecnologica e pratica, in maniera programmata attraverso dei veri e propri storyboard pensati per sostituire gli assistenti umani nelle mille e mille funzioni di vendita, assistenza, formazione, etc.

Ambientazione 3D, personaggi e informazioni di contesto creano uno scenario adeguato alle nostre esigenze di comunicazione.

Insomma, un mondo di alieni digitali i cui caratteri somatici potranno somigliare a veri attori o agli assistenti reali in carne ed ossa, ma che potranno lavorare 24 ore al giorno 365 giorni l’anno. Dovremo quindi nel breve, tutti noi, cominciare ad interloquire con le varie Alexa, Siri, Google Assistant, etc. che i diversi gruppi mondiali dell’IT hanno deciso di creare dal nulla. La segretaria diventerà come già molti servizi on-line offrono, un semplice servizio di segreteria, con tanto di look personalizzato come le vere e proprie segretarie reali.

I passi principali
Costruire scenari virtuali non è proprio semplice, e l’obbiettivo di SUMERIAN è proprio quello di rendere accessibili a tutti la prima piattaforma su cloud che permette di costruire scenari virtuali o anche fare storytelling, senza per questo essere esperti di mondi digitali.

Si comincia quindi caricando qualcosa che è chiamato “Asset 3D”, o una sorta di template che poi potremo modificare e personalizzare, ma anche importare nei formati FBX e OBJ, e a breve anche l’ambiente Unity.

Prove di trasmissione con i “goggles” della VR per il progetto Fidelity Labs.

Dopo aver personalizzato gli scenari aggiungendo viste reali, grafici, e tutto ciò che ci serve per definire in nostro ambiente, la nostra geometria di base e il nostro storytelling, siamo pronti ad introdurre il nostro HOST; Ovvero i nostri soggetti, attori o personaggi.

Con SUMERIAN infatti il concetto è proprio quello di far interagire in maniera dinamica i diversi 3D Items, ai quali in futuro potremo applicare funzionalità avanzate da intelligenza artificiale, ma da oggi possiamo intanto dare ai cosiddetti HOST, un carattere linguistico e comportamentale, ma anche come è l’aspetto e la funzione di narratore.

Caricati gli asset 3D e definiti gli host, si passa alla fase di modifica o personalizzazione, scegliendo lo sfondo, aggiungendo oggetti e animando la scena. Fino al passo decisivo che è poi quello di “compilare” una logica di relazioni che controlli il comportamento degli oggetti. Per fare ciò abbiamo a disposizione un editor visuale o un editor JavaScript.  

La fase finale è infine quella della pubblicazione, e una volta terminata viene resa disponibile nel cloud con un url univoco, che renderà accessibile il lavoro dalle diverse piattaforme di fruizione (pc, tablet, smartphone, card, goggles, etc.).

 

La fruizione
Dopo tutte le fasi descritte sopra, all’utente non rimane che dare il comando ESEGUI  per vedere l’intero storytelling sui diversi device a cui è predisposto SUMERIAN, ovvero a video su PC o su tablet. Ma anche attraverso un proiettore o con gli ormai diffusissimi goglees o con una cardboard di qualsivoglia fattura.

 

A chi è rivolto
Le idee di AMAZON sul fronte del target specifico in termini di mercato, sono abbastanza chiare e definite, ma pur nella sintesi necessaria alla comunicazione web, abbiamo l’impressione che è ancora presto per vedere le vere potenzialità applicative, e certamente utenti esperti del mondo della comunicazione di nuova generazione, troveranno diversi ed innovativi modi di impiegare questa assoluta novità, senza la necessità di acquistare e installare nessun software, ma utilizzando applicazioni che sono comunque uniche nel loro genere.

Formazione – Simulazioni – Supporto ai servizi IT, Reception virtuali, progettazioni e addestramento di reti di vendita, ma anche gestione di processi creativi in cui è necessario testare l’insieme dei costrutti cognitivi e visuali o di altre espressioni e linguaggi.

Per renderci conto delle potenzialità del nuovo servizio AMAZON, non ci resta che chiudere questo post, scorrendo i meta-services e le core technology che possiamo integrare nei nostri mondi virtuali. Tecnologie e servizi di altissimo livello, che vivono singolarmente e che forse in un contesto di complessità di linguaggi e strumenti, possono dare il meglio di se.

 

Meta service & core technology
Di seguito le tecnologie già disponibili sulle piattaforme AWS di Amazon, e integrate nell’innovativa piattaforma creativa SUMERIAN.

  • Lex– è il modulo di linguaggio naturale, che serve alla costruzione dei dialoghi e delle conversazioni degli androidi digitali messi a disposizione con la funzioni HOST. SI basa sul costrutto grammaticale e cognitivo delle diverse lingue.
  • Polly– è la componente vocale o di spech del contenuto complessivo introdotto con Lex nello storytelling, disponibile con 47 voci diverse in 24 lingue.
  • AWS Lambda– ovvero tutta la potenza di programmazione e calcolo per i linguaggi previsti dalla piattaforma Lambda.
  • AWS IoT– non poteva mancare il mondo dell’IoT con i servizi di Amazon già attivi. Dalle Device al sistema operativo, ma anche analisi e gestione dei dati.
  • Mapbox geospatial FRW– il framework geospaziale è preso in prestito da Mapbox (https://www.mapbox.com/), e quindi è a garanzia di soluzione in ambito NeoGeo tra le uniche, dopo quelle del colosso Google Maps. La geografia come è noto, sta tornando di moda, e con essa la possibilità di reintrodurre la cultura della diversità, dell’appartenenza e dei luoghi. A tal proposito vi suggeriamo la lettura del post Tris Geografico sul portale parallelo Geo4Fun.

In Italia
In Italia se si esclude ovviamente i servizi accessibili via web e disponibili su piattaforme internazionali, il tema dei servizi sul cloud per il mondo delle applicazioni 3D è confinato per ora al dibattito di pochi addetti ai lavori, e non esistono veri e propri progetti che in qualche modo possano contribuire al diffondersi del 3D sul cloud.

Di fatto la sola community operativa è quella nata intorno al mostro sacro open BLENDER, o ad altre piattaforme, che ovviamente non hanno le risorse economiche di AMAZON, e non possono che crescere sulla scia delle community del mondo open a cui sono legate.

Alcune riviste di settore puntualmente cercano di fare il punto, ma pochi, pochissimi sono gli interessi nazionali sul tema.

GeoSDH è uno dei progetti italiani che propone il concetto di “reality capture” finalizzato alla digitalizzazione degli asset e alla gestione sul cloud.

Diverso è per il 3D nel campo del rilievo in ambito LIDAR e 3D Imaging, che ha visto nell’ultimo anno la nascita della piattaforma di Smart Hosting GeoSDH (http://www.geosdh.it), e il tentativo del progetto Gter di prendere la giusta direzione (http://www.gter.it/3dhosting/). Iniziative non certo paragonabili alle pietre miliari come i progetti targati Blender Foundation (https://www.blender.org/foundation/) o Sketchfab (https://sketchfab.com/), che oltre ad essere dei 3D repository, alimentano anche le aspettative del mondo dei designer e dei 3D modeler di ultima generazione.

Riferimenti

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