Agli albori dell’IT in Italia

Erano gli anni 50, subito dopo la seconda guerra mondiale e agli albori della ricostruzione industriale in Italia e negli altri paesi europei. La storia italiana dell’Information Technology inizia così, negli anni 50’, e pochi la possono raccontare davvero. Noi siamo stati così fortunati da potercela far raccontare da uno dei pochi attori dell’epoca: un caro amico che abbiamo avuto l’onore di incontrare attraverso altri amici di storia per caso e per amore della navigazione (Livio). Diego Castruccio è una persona oltre l’eccezionale, e da matricola n°1 di Sperry Univac, già Remingthon Italia, alla sua stupenda età di 92 anni, ha aperto le porte delle sue storie sull’IT, da cui abbiamo capito quali erano di fatto i paradigmi su cui si combatteva la battaglia tra i grandi player dell’IT dell’epoca, ovvero tra IBM e Sperry. Era l’aprile del 1950, e il dott. Castruccio cominciava a seguire i progetti IT delle grandi industrie italiane come FIAT, Acciaierie, e grandi aziende di stato.

La lotta tra i grandi player era serrata, e le differenze vere tra i sistemi più che un problema di potenza di calcolo,  erano nel DNA stesso, ovvero le idee di base. I sistemi all’epoca erano in sostanza paragonabili ai famosi mainframe, ma pochi sanno che le aziende leader targate USA, accompagnarono il cosiddétto piano Marshall, e quindi anche in Italia la lotta fu serrata, tra chi pensava alle sole prestazioni di calcolo come IBM e compagnia cantando, e chi come Sperry  aveva nel DNA la ricaduta tecnologica dei sistemi di comunicazione avanzata dell’apparato militare che gli USA misero in campo durante la seconda guerra.

Vantaggio di molte misure che permetteva a questa azienda di coniugare le telecomunicazioni e il calcolo a distanza con la potenza vera dei futuri microprocessori.

Il vantaggio di pensare poi ad un PC che gia’ inglobava in se un sistema di comunicazione come i futuri modem, fu la chiave di volta dei sistemi sperry-univac che tutti abbiamo usato fino alla fine degli anni 80 nei diversi centri di calcolo universitari, che permettevano di caricare i programmi attraverso le schede perforate direttamente con un account nel CED interdipartimentale, mentre il flusso dati veniva gestito e caricato con dei semplici terminali Digital Rainbow 100, se non attraverso le stampanti di sistema degli ultra diffusi Micro Vax PDP-11.

Fin qui la storia fu proprio semplice ed antesignana della diffusione dei PC, quando pur nel bailamme di diffusione di sistemi micro come Z-Sinclair, Commodore, etc. e sopratutto del sistema DOS che in ogni caso seguì il più diffuso CPM. Prevalse così la scellerata architettura dei sistemi 8086 di IBM e Microsoft, che per certi versi tanto danno hanno causato al divulgarsi dell’IT nel mondo del calcolo e della gestione delle informazioni. Parallelamente nasceva e si diffondeva il sistema Unix e Apple, ma questa e’ una storia appena più recente.

Un ringraziamento infinito a Diego Castruccio  e a Livio Balbi, che con la loro passione per la vita e per le cose che amano veramente, hanno dimostrato ancora una volta che l’essenziale e indispensabile e’ amare ciò che si fa. Il resto si chiama lavoro, ma la passione va oltre questa terminologia da impiegati di concetto. 

D.S.

Chi, come e dove di Diego e Livio
Diego Castruccio vive tra Genova e Fraconalto dove alla sua invidiabile età si occupa del suo Bed & Breakfast  Il Roseto di Villa Adriana (www.ilrosetodivillaadriana.it) che somiglia più a una reggia che una casa, con le sue coltivazioni di piccoli frutti e un gusto per l’arredamento per palati fini.
Livio Balbi vive a pochi chilometri nella fascinosa Busalla con le sue 2 stupende supporter Mariangela e Giulia che ogni tanto lo tirano giù dai suoi sogni di navigazione in chiuse, canali e altri lidi peccaminosi come i fiordi e i canali inglesi. Questa stupenda comitiva è quanto fortunosamente abbiamo incontrato in una chiusa dei canali francesi.io_e_castruccio

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